Speciale online 17:50
Fine della recita tra Alfano e Renzi. Il Dl Lavoro passa alla Camera
La Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto Lavoro con 344 sì e 184 no. Nessun problema quindi per la tenuta del Governo nonostante le critiche di Scelta Civica e Ncd dopo la decisione di bloccare la discussione parlamentare sul dl e chiedere la fiducia sul testo emendato in Commissione. In tarda mattinata era stato il segretario del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano, a rasserenare Renzi dichiarando l'esecutivo "non correva rischi" e che né alla Camera, né al Senato ci sarebbero state sorprese dal passaggio in Senato. Leggi anche Renzi promette meno tasse #celosegniamo - Jobs Act, ecco come cambia il testo in discussione alla Camera Cerasa Ecco perché la vera sfida di Renzi sul lavoro non è con Alfano ma con la Cgil
14 AGO 20

La Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto Lavoro con 344 sì e 184 no. Nessun problema quindi per la tenuta del Governo nonostante le critiche di Scelta Civica e Ncd dopo la decisione di bloccare la discussione parlamentare sul dl e chiedere la fiducia sul testo emendato in Commissione.
In tarda mattinata era stato il segretario del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano, a rasserenare Renzi dichiarando l'esecutivo "non correva rischi" e che né alla Camera, né al Senato ci sarebbero state sorprese dal passaggio in Senato. Pieno sostegno, dunque, a un "governo che sta vivendo una grande luna di miele con il paese, stiamo lavorando - continua - per il cambiamento, vogliamo accelerare il cambiamento, è per questo che lo sosteniamo, il che significa mettersi dalla parte dell'Italia e degli italiani".
A tranquillizzare il Governo ci ha pensato anche il presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che ha sottolineato come sarà sua stessa "cura garantire che i lavori si svolgano in tempi utili a che il Senato possa compiere le eventuali modifiche garantendo altresì la conversione del decreto legge nei tempi previsti", ovvero entro il 19 maggio.
Soddisfatto e convinto di una rapida traduzione in legge del dl è anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: "Le distanze sono assolutamente alla portata. D'altra parte il merito del dl uscito dalla commissione alla Camera, dal punto di vista dei fondamentali, è così come lo aveva proposto il governo".
A proposito di riforme è intervenuto anche il capogruppo Forza Italia al Senato, Paolo Romani, che ha assicurato la disponibilità di Forza Italia ad approvare "in prima lettura le riforma entro il 25 maggio" a patto però di discutere "immediatamente in aula l'approvazione della legge elettorale". Il patto del Nazzareno quindi va avanti, nonostante alcuni "problemi sulle riforme".